
"Dipingevo
ogni giorno sul mio volto una nuova barba, ogni giorno di un colore diverso"

"Solo mio padre, soltanto
lui non ha mai provato il piacere di farsi accarezzare la pelle da Peppino
mani dell'angelo" |
Domenica, per tutti Mimma, per pochi Peppino. Una vita di
discriminazioni dietro le quali crearsi un’identità diversa. Mimma si
riconosce soltanto nel corpo del giovane Peppino, un corpo che mostra agli
altri con assoluta fierezza, che le permette di scoprirsi per quello che da
sempre avrebbe voluto essere.
La
storia di una vita diversa, un racconto che inizia col sogno proibito di
avere la barba e il desiderio di ritrovarsela sulla faccia al risveglio ogni
mattina, la consapevolezza di essere donna con la comparsa dei primi
"problemi" e il conseguente rifiuto di tutto ciò che le appartiene in quanto
tale, dal seno che fascia con delle bende e nasconde sotto abiti
maschili; il tragico incontro-scontro con la sua vera identità, quando la
madre la butta fra le braccia di uno sconosciuto cugino, e la quasi violenza
sessuale le fa prendere coscienza che per sopravvivere deve uscire allo
scoperto. Attraverso la reclusione in un istituto di suore, la solitudine e
il dolore, riuscirà ad analizzarsi a fondo, a capire ed anche a giustificare
l'ignoranza dei suoi genitori che, per la classica frase "chissà la gente
del paese che pensa", hanno portato un essere umano, cioè la loro figlia, ai
limiti della dignità, del pensabile e della vita stessa.
L’essenzialità dello spazio, tre specchi che
riflettono al pubblico l’altro lato della giovane Mimma, quello che vorrebbe
che tutti vedessero ma che non esiste: Peppino. La barba, dipinta come un
quadro pieno di colori, il radersi in scena come se fosse un abitudine
quotidiana, proprio come faceva suo padre. Le bende con le quali si fascia
il seno per nascondersi sotto gli abiti maschili, quelle stesse bende che ad
un certo punto diventeranno la sua prigione attraversando la scena e
tagliandola in ogni punto, come per intrappolarla in una strada senza
uscita. Tutto alla luce fioca di tre abatjour, che lasciano sempre in
penombra questa figura strana, a tratti inverosimile,
per nascondere la sua mascolinità inesistente e la
sua identità rinnegata.
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